La domanda si pone quasi sempre nello stesso momento: hai la data, hai la lista, e devi decidere che cosa mandare. Questa pagina non dice che uno dei due è meglio dell’altro. Dice quanto costano davvero, quanto tempo chiedono, e che cosa ciascuno dei due fa bene — così la scelta la fai tu con i numeri della tua festa.
Il conto della carta: la formula, non il listino
I preventivi di stampa cambiano da tipografia a tipografia, dal formato, dalla carta e dalla lavorazione. Chiedere due preventivi è più utile di qualsiasi prezzo medio letto online. Quello che conta è sapere che cosa mettere nel conto, perché la voce «stampa» è quasi sempre la più piccola.
- Le partecipazioni: numero di copie × prezzo unitario. Attenzione: si conta per famiglia, non per invitato, ed è quasi sempre un numero più basso di quello che hai in testa.
- Le buste, e spesso una seconda busta interna se il formato è quello tradizionale.
- La grafica: inclusa se scegli un modello del catalogo, a parte se la vuoi su misura — ed è la voce che sposta di più il totale.
- Le lavorazioni: carta speciale, rilievo, lamina, ceralacca. Ognuna è un supplemento a copia.
- La consegna: francobolli se spedisci, tempo tuo se consegni a mano.
- La copia in più: le tipografie hanno una tiratura minima, e il costo per copia scende con la quantità. Ordinare venti copie in più costa poco; ordinarne venti in più dopo, in un secondo giro, costa quasi come la prima volta.
- La ristampa dell’errore: l’orario sbagliato, il nome del locale cambiato, la strada che chiude. È la voce che nessuno mette a preventivo e che si paga per intero.
Il totale non è mai una sola cifra: è il prezzo unitario moltiplicato per quante famiglie inviti. Sotto le trenta partecipazioni la carta costa poco; oltre il centinaio diventa la spesa più grossa dopo il cibo.
Il conto del digitale
Il conto è più corto: un prezzo per evento, non per invitato. Su Invitissimo l’invito costa 29 €, una volta sola, e lo mandi a tutte le persone che vuoi — venti o trecento non cambia niente. Le correzioni ai testi e ai dati sono comprese: se cambia l’orario, correggi e il link resta lo stesso.
Le voci che spariscono del tutto sono buste, francobolli, ristampe e i giri in tipografia. La voce che resta, ed è giusto dirla, è il tempo tuo: comporre l’invito richiede una decina di minuti, mandarlo a tutti richiede quanto ci metti a scrivere ai tuoi invitati.
I tempi
| Carta | Digitale | |
|---|---|---|
| Scelta della grafica | da qualche giorno a settimane, se su misura | il tempo di guardare i temi |
| Preparazione dei testi | uguale nei due casi | uguale nei due casi |
| Prova e approvazione | uno o più giri con la tipografia | anteprima immediata, gratis |
| Produzione | giorni di stampa | nessuna |
| Consegna agli ospiti | posta o consegna a mano | il tempo di mandare un link |
| Correzione dopo la consegna | ristampa | modifica: il link resta lo stesso |
In pratica: la carta va decisa settimane prima, il digitale si può decidere anche il giorno prima. I tempi consigliati per ciascun evento sono in quando mandare gli inviti.
La resa: che cosa fa bene ciascuno dei due
La carta fa bene questo: è un oggetto, e un oggetto si tiene. Resta sul frigorifero fino al giorno della festa e in un cassetto per vent’anni. Ha una formalità che il digitale non replica, e per una parte degli invitati — spesso i più grandi — è la forma che ci si aspetta. Se il tuo evento vive di tradizione, la carta è un valore, non un costo.
Il digitale fa bene questo: si apre con un’animazione, e quel momento è la prima impressione della tua festa. Porta dentro cose che la carta non può avere: la mappa che apre il navigatore con un tocco, il conto alla rovescia, il dress code che si apre in un pannello, il programma della giornata, il bottone per confermare la presenza. Arriva subito, si corregge, e non si perde: chi cerca l’indirizzo alle otto di sera trova il link nella chat, non la busta in casa.
Quello che il digitale non fa, ed è onesto dirlo: non è un oggetto. Non lo metti in una cornice, non lo consegni a mano con un sorriso, e chi non usa uno smartphone — qualche nonno, qualche zio — ha bisogno che qualcuno gli mostri il link. Per queste persone, la telefonata resta il modo migliore di invitare.
La scelta che fanno in molti: tutti e due
Non è un compromesso timido, è la soluzione con il rapporto migliore fra costo e resa:
- l’invito digitale a tutti, perché è quello che le persone useranno davvero per sapere ora, indirizzo e dress code, e perché raccoglie le conferme;
- qualche partecipazione stampata — dieci, quindici — per i parenti stretti, i testimoni, chi tiene alla carta e chi vuole conservarla.
Il conto della carta scende di quasi tutto, perché stampi una tiratura piccola, e nessuno resta escluso.
Tre domande per decidere in un minuto
- Quante famiglie inviti? Poche: la carta costa poco, permettitela. Molte: il costo per copia diventa la voce che pesa.
- Ti servono le conferme, e ti servono contate? Se la risposta è sì, il digitale te le porta già in ordine; con la carta le raccogli a mano.
- Qualcosa può ancora cambiare? Se il locale, l’orario o la data non sono definitivi, stampare adesso significa mettere in conto una ristampa.
Domande frequenti
Quanto costa fare gli inviti di matrimonio? Con la carta il totale dipende da quante famiglie inviti: si moltiplica il prezzo unitario per il numero di copie e si aggiungono buste, eventuale grafica su misura, lavorazioni speciali e spedizione. Con il digitale si paga una volta sola per l’evento, indipendentemente da quanti sono gli invitati.
Gli inviti digitali sono considerati eleganti? Dipende interamente da come sono fatti. Un’immagine esportata da un programma di grafica e mandata come allegato somiglia a una locandina; un invito progettato per il telefono, che si apre con un’animazione e ha i suoi caratteri e le sue finiture, regge il confronto con la carta. La differenza non è il supporto, è la cura.
Posso usare l’invito digitale e stampare qualche copia? Sì, ed è la scelta più frequente: il link a tutti, qualche partecipazione stampata per i parenti stretti. Il costo della carta si riduce alla tiratura minima e nessuno degli invitati resta senza il suo invito.
Se il digitale ti convince
Non tutte le strade digitali sono uguali. Ci sono le piattaforme che si pagano a destinatario, dove invitare venti persone in più è una voce di spesa; e ci sono i programmi di grafica, con cui si esporta un’immagine da allegare a un messaggio — un’immagine però non ha una mappa che si apre, non ha un conto alla rovescia e non raccoglie nessuna risposta.
Da noi l’invito si compone gratis e si paga solo per pubblicarlo: guarda i temi o comincia.